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Smaltimento rifiuti da lavori edili

rimozione rifiuti ediliNel settore dell’edilizia il problema dei rifiuti e dello smaltimento dei residui delle lavorazioni è molto sentito, sia per una questione ambientale che per la stringente normativa che regola il settore. Ecco tutto quello che c’è da sapere sullo smaltimento dei rifiuti da lavori edili.
Le diverse tipologie di rifiuti edili e il loro smaltimento
Quando si procede ad una demolizione oppure ad una ristrutturazione di interni, si producono tipi differenti di rifiuti edili. Proprio per questo motivo molte aziende negli ultimi tempi preferiscono una demolizione di tipo selettivo che garantisce una differenziazione (e quindi un più facile smaltimento) di tutti i residui di lavorazione al momento della demolizione stessa. Con la Decisione 2014/955/UE i rifiuti edili sono stati classificati in base alla loro natura e alla loro pericolosità. Ad esempio, con il codice CER 17 vengono classificati una serie di scarti di demolizione edile come cemento, mattoni, ceramiche oppure terre e rocce da scavo. Il cartongesso, invece, è considerato un rifiuto speciale e viene classificato con il codice CER 17 08 02. Il siporex, un materiale molto utilizzato nell’ambito dell’edilizia, è un altro materiale che deve essere smaltito secondo regole specifiche per evitare di sprecare materie prime e soprattutto di inquinare l’ambiente. Diverso il discorso per i materiali di costruzione a base di amianto, asfalti, materiali isolanti come la guaina bituminosa: si tratta di materiali molto pericolosi per i quali la legge impone regole ben precise sia per la rimozione che per il trasporto e lo smaltimento. Infine vetri e plastiche sono materiali che possono essere recuperati al 100% quindi è importante riuscire a separarli dagli altri rifiuti e procedere con un accurato riciclo.

A chi spetta l’onere dello smaltimento dei rifiuti edili
Secondo il Decreto Legislativo 152/2006, anche conosciuto come norme in materia ambientale, l’onere dello smaltimento dei rifiuti edili ricade in capo a chi li produce. Ciò vuol dire che se un cliente commissiona ad un’azienda edile una ristrutturazione, sarà obbligo di chi esegue i lavori occuparsi del loro smaltimento. Ma in che cosa consiste esattamente lo smaltimento dei rifiuti edili? Sono diverse le fasi che si devono rispettare. Innanzitutto il temporaneo accantonamento dei rifiuti in un deposito attiguo al cantiere oppure in cassoni mobili. Va poi fatta la comunicazione all’apposito albo dei gestori ambientali nella quale si allega la classificazione della tipologia di rifiuti prodotta. Infine si procede con il trasporto presso le discariche autorizzate e specializzate nello smaltimento di quel particolare tipo di rifiuto. Per effettuare tutte queste operazioni è necessario rivolgersi esclusivamente ad aziende specializzate e autorizzate, iscritte nell’apposito Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, le uniche che possono occuparsi di tutte le fasi del corretto smaltimento. Uno degli obblighi di queste aziende è anche quella di comunicare al SISTRI la natura dei rifiuti prodotti e versare le relative quote previste e calcolate in base alla natura del rifiuto e al suo peso.

Come recuperare, riciclare e riutilizzare i rifiuti edili
Il DM 186/2006 fornisce importanti informazioni sul recupero di tutti i materiali riciclabili nell’ambito degli scarti edili. L’edilizia, infatti, è uno dei settori produttivi nei quali maggiore è l’utilizzo e lo spreco di materie prime. Per questo motivo è necessario rivolgersi ad aziende specializzate che siano in grado di recuperare tutto ciò che si può riutilizzare, sia per produrre meno rifiuti che per evitare l’inutile spreco di risorse importantissime. In questo senso si procederà a separare la terra e le le rocce da scavo dai materiali che contengono amianto, i materiali combustibili dalla plastica e dal vetro e così via. Gli scarti così ottenuti possono essere lavorati e trattati secondo tecniche specifiche e poi rimessi in circolo per un nuovo utilizzo. Ad esempio i residui di calcestruzzo possono essere impiegati nella produzione di nuovo calcestruzzo ma anche nella realizzazione di sottofondi stradali di buona qualità e a basso costo.

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